02 Aprile 2026

"VETTE. Storie di sport e montagne"

di Redazione Cralt Magazine
La mostra propone uno sguardo storico, sociale e culturale sulla montagna come spazio di sfida, trasformazione e costruzione dell’immaginario collettivo

Fino al 30 Agosto si tiene al Museo nazionale Palazzo Besta di Teglio (Sondrio) la mostra “VETTE. Storie di sport e montagne”, un progetto espositivo a cura di Rosario Maria Anzalone e Silvia Anna Biagi che indaga il rapporto profondo e complesso tra sport, territorio alpino e società.

Promossa con il sostegno di Regione Lombardia, la mostra è realizzata in collaborazione con il Museo nazionale della Montagna “Duca degli Abruzzi” di Torino e con la Direzione regionale Musei nazionali Veneto – Museo nazionale Collezione Salce, con il contributo della Olympic Foundation for Culture and Heritage (OFCH), di collezionisti privati, associazioni ed enti locali. Un’ampia rete di partner nazionali e territoriali rende possibile un progetto ambizioso, capace di intrecciare patrimoni materiali e immateriali, memorie locali e narrazioni globali.

VETTE intreccia molteplici storie: quelle di grandi atlete e atleti olimpici e paralimpici, fatte di talento, coraggio e sfide; ma anche quelle delle comunità alpine, protagoniste di una trasformazione profonda nella seconda metà del Novecento quando la diffusione degli sport invernali e del turismo ha inciso radicalmente sul paesaggio umano e naturale delle Alpi. Un cambiamento che racconta il passaggio dall’economia di sussistenza al benessere, da una vita scandita dalla fatica e dal lavoro all’emergere del tempo libero e del divertimento.

Palazzo Besta si propone così come osservatorio privilegiato per riflettere sullo sport non solo come competizione, ma come fenomeno storico, sociale e culturale, capace di incidere sui territori, sulle comunità e sui modi di abitare la montagna. In questa prospettiva, la montagna emerge come protagonista di una narrazione stratificata che intreccia identità locali, progresso tecnologico, turismo e nuove sensibilità ambientali.

Il percorso espositivo si sviluppa negli spazi interni ed esterni del Palazzo rinascimentale e si articola intorno a tre nuclei tematici, liberamente intrecciati tra loro.

VETTE. Storie di sport e montagne non vuole dunque proporre una narrazione nostalgica né celebrativa, ma invita a considerare la montagna come un organismo complesso, segnato dall’azione umana e al tempo stesso portatore di limiti e fragilità. Una mostra che connette passato e futuro, locale e globale, cultura e sport, offrendo al pubblico un’occasione di conoscenza e confronto su temi oggi più che mai necessari.