14 Luglio 2023

Siamo rimaste nude nello specchio

di Redazione Cralt Magazine
I racconti proposti nell’antologia sono cinque, e tutti trovano le donne come protagoniste assolute

È uscito in libreria il nuovo libro di Emilia Testa, “Siamo rimaste nude nello specchio”, un’antologia di racconti edita dalla Giovane Holden Edizioni. Emilia Testa, già autrice di una silloge poetica pubblicata per Dantebus “La logica del cuore. Ho scritto «ti amo» e tante altre parole sconnesse” (2021), ritorna in libreria con un libro pregno di libertà e punti di vista e che intende riflettere sulla condizione delle donne nel mondo e nella società contemporanea.

I racconti proposti nell’antologia sono cinque, e tutti trovano le donne come protagoniste assolute. Donne di diversa età e provenienza, donne che vivono in provincia o in città, legate tutte da un amore sincero e smisurato verso altre donne, e dal bisogno sempre maggiore di emancipazione e libertà.

Se è vero che non è difficile trovare il tema della libertà in letteratura – si veda anche al magistrale lavoro condotto da altre scrittrici come Michela Murgia e Chiara Tagliaferri – fin dagli esordi della scrittura stessa, l’operazione compiuta da Testa si rivela inedita per almeno una ragione: ovverosia quella di raccontare sì le donne, ma in particolare le donne omosessuali.

Le storie di Valeria, Ester, Laura, Marta, Roberta, Nina e tante altre sono tutte diverse ma affini.

Tutte sono legate da un filo rosso e raccontano di disagi vissuti sulla propria pelle e di discriminazioni anche laddove la percezione di essere discriminate e relegate ai margini, non è ancora consapevole. È il caso di Federica, per esempio, una protagonista inusuale, visto che si trova a raccontare la propria storia quando è già morta, perciò sospesa tra un tempo reale e uno ipotetico. La sua storia, nella sua singolarità, si fa universale e si mette in contatto con tutte le altre che compongono la raccolta, perché narra di una donna che scopre che il marito la tradisce, e seppur si dimostri disposta a capire, e anche ad accettare le sue libertà, ben presto l’evento sarà per lei rivelatore di un’ipotesi di vita che non aveva mai preso in considerazione, ma verso di cui tende con la stessa necessità di aderirvi come atto di scoperta e consapevolezza di sé. Un’ipotesi che non appena si concretizza rimette in discussione tutto ciò in cui si era creduto.

Perché è questo specifico momento che interviene nella vita delle donne protagoniste delle cinque storie di “Siamo rimaste nude nello specchio”, un attimo cruciale e rivelatore, che d’emblée stravolge le vite di chi lo attraversa, presentandosi come una vero e proprio aleph – l’attimo in cui, secondo la filosofia di Borges, rappresenta il punto di svolta, quel preciso istante in cui l’essere umano comprende di essere la somma di tutti i suoi errori e dei suoi successi, e dove gli sono svelati i segreti di tutta l’umanità.

Le narrazioni di Emilia Testa si arricchiscono continuamente di rimandi storici, ora prettamente letterari, ora musicali o pittorici – dando onore anche a chi, prima dei contemporanei, abbia avuto il piglio di avvicinarsi a queste tematiche sociali. “Siamo rimaste nude allo specchio” è in questo senso un’opera densa di altre opere, che invita il lettore a esplorare un mondo fatto di colori, luci e libertà, ma anche fortemente represso, castigato, relegato ai margini della società. In primis quello di tutto il mondo femminile, la lotta delle donne, il loro coraggio – e allo stesso tempo, quello della comunità LGBTQIA+ in tutta la sua ricchezza, sfaccettature e unicità

Trama

Il fil rouge delle cinque storie che compongono la silloge Siamo rimaste nude nello specchio è ascrivibile a un cammino, diradato e faticoso, nel mondo femminile, nei sentimenti, nella scoperta dell’amore. In ognuna delle cinque protagoniste, il cui nome dà il titolo ai rispettivi racconti, domina la solitudine, a volte evidente, altre volte camuffata in un controcanto cinico fatto di disincanto. L’incontro con un’altra donna diviene speranza di rinascita, sempre. Anche quando l’amore è quella nota disturbante, inattesa, che irride al nostro io indistruttibile e non lascia alternative al vivere.

Come avviene ne “Il caso Valeria M.”, un racconto attraversato da slanci visionari, dove impera il conflitto tra amore e istituzione, tra natura e ragione.

Ne “La rabbia di Ester” l’amore si rivela effimero, la Dulcinea tanto sognata non riesce a ricambiare le aspettative della giovane protagonista, Ester, che si perde negli intrecci e nei tormenti della sua mente.

In “Marta (o il grande boh)” la ricerca della propria identità sessuale, sempre evocata ma mai realizzata del tutto, ha l’urgenza di un diario che diventa gesto di protesta, verso il mondo, verso se stessi.

Spesso l’adolescenza, età in bilico tra il sole e l’uragano, diventa il malessere della felicità, quando ti senti in balia delle decisioni dei grandi. Come avviene ne “Il sogno di Laura”, dove l’avversione verso un ambiente che si percepisce ostile, si stempera grazie a un volto nuovo.

Ma l’amore può essere anche incanto, una visione riconoscibile lungo i chilometri ripetitivi e noiosi di un’anima inquieta. Come accade alla protagonista de “L’incanto di Roberta”: una sconosciuta, un sorriso, la fa incespicare in un sogno.

Note biografiche sull’autrice

Emilia Testa è nata a Napoli. Ha studiato Cinema e Drammaturgia al Dams di Bologna. Attualmente vive a Ravenna dove collabora come visual merchandising per alcune aziende di moda.

Amante della letteratura e della poesia, quale mistero inesauribile della vita, scrive racconti e testi poetici, curando le parole, come un miniaturista, facendone storie di donne, di sentimenti, di stati d’animo, di paesaggi, di città, di digressione. È amante della musica jazz e dell’arte contemporanea, adora la montagna ma vorrebbe vivere nel centro di Milano.

Ha ottenuto importanti e costanti riconoscimenti in rassegne poetiche e letterarie, tra cui la vittoria ai premi Stabia in versi, Io racconto e Clepsamia.

Alcune sue opere sono inserite in antologie letterarie; nel 2021 ha pubblicato la sua prima silloge poetica La logica del cuore. Ho scritto ti amo e tante altre parole sconnesse, Dantebus Editrice.



Titolo dell’opera: Siamo rimaste nude nello specchio

Autrice: Emilia Testa

Editore: Giovane Holden Edizioni

Genere: Antologia di racconti

Pagine: 184

 

Attività correlate: