11 Novembre 2021

La mostra "Inferno" alle Scuderie del Quirinale

di Redazione Cralt Magazine
In quell'Inferno, luogo metafisico ma i cui personaggi sono resi di una fisicità sofferente che nulla ha a che fare con l'ultraterreno, si rispecchia l'umanità di ogni tempo
Lasciate ogne speranza, voi ch'intrate.
(Inf. III, vv. 1-9)

Chi non ricorda questo verso, chi non è riamasto almeno una volta estasiato da come Dante Alighieri ci rende visivamente, attraverso l'altisssima poesia dei suoi versi,partecipi del suo viaggio agli inferi. In quell'Inferno, luogo metafisico ma i cui personaggi sono resi di una fisicità sofferente che nulla ha a che fare con l'ultraterreno, si rispecchia l'umanità di ogni tempo.

L'Inferno dantesco si appresta e si offre a noi con tutto il suo portato di dolore che quelli che vi giacciono sono costretti a subire per le malefatte operate in vita, a cura del Sommo Poeta ovviamente. Queste immagini sono state rese da tanti pittori che hanno cercato di trasmetterle a chi fruiva delle loro opere.

Creare una mostra proprio delle opere di questi pittori per le celebrazioni in corso è stato naturale.

In occasione dei settecento anni dalla morte di Dante Alighieri  viene allestita alle Scuderie del Quirinale una splendida mostra dal titolo “Inferno” che proietterà i visitatori all’interno delle atmosfere, delle sensazioni e del terrore del  mondo degli inferi immaginato e descritto minuziosamente da Dante. 

Durante il percorso all’interno della mostra, accompagnati dai versi del sommo Poeta si potranno ammirare raffigurazioni dell’Inferno illustrate da famosi artisti di tutte le epoche dal Medioevo al Novecento.   

Avremo così la possibilità di ammirare opere di Botticelli, Bruges, Bosch, Rodin e Cezanne e altri provenienti da oltre ottanta musei e collezioni prestigiose di varie parti del mondo.  Inoltre proprio all’ingresso della mostra troveremo persino il modello di fusione in gesso in scala 1:1 della monumentale e celeberrima Porta dell’Inferno di Auguste Rodin, eccezionalmente concesso in prestito dal Musée Rodin di Parigi.

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