Dimenticate le cartoline già viste. Questo angolo di paradiso che le mappe sembrano aver protetto apposta, è l’ultimo segreto delle Dolomiti: un’enclave di luce e silenzio dove la montagna torna a essere intima, quasi privata.
Lontano dal clamore, qui si riscopre la bellezza di un’ospitalità antica, fatta di gesti autentici e tempi lenti, in uno scenario che sembra disegnato apposta per chi sa guardare oltre. Immaginate un mosaico armonioso di conche silenziose, alpeggi soleggiati e luoghi profondamente radicati nella tradizione.
Lo sguardo si apre su vedute uniche delle Dolomiti e, al riparo dai circuiti più affollati, gli ospiti ritrovano quiete, autenticità e una genuina ospitalità discreta, tipicamente altoatesina. Per chi è alla ricerca di una valle alpina autentica, antica e preziosa, dove il tempo sembra aver rallentato il suo corso, profondamente legata alla tradizione contadina e ancora oggi poco trafficata, la meta è la Val Casies (Gsiesertal in tedesco), 2.250 abitanti in tutto.
Siamo nella Regione Panoramica delle Dolomiti Val Casies–Monguelfo–Tesido, che si raggiunge facilmente risalendo la Val Pusteria, tra Brunico e Dobbiaco–San Candido, in direzione del confine austriaco e di Lienz, imboccando una valle laterale che da Monguelfo sale dolcemente verso i contrafforti delle Vedrette di Ries e la catena delle Alpi di Deferegger.
È il luogo ideale per chi desidera una vacanza slow immersa in un paesaggio pittoresco e suggestivo, fatto di natura incontaminata e di un ambiente curato con amore dall’uomo. In inverno, la destinazione si veste di bianco e offre piste da fondo e da sci, itinerari per lo sci alpinismo e tranquilli cammini tra scenari innevati da affrontare anche con le ciaspole, affiancati da occasioni dedicate al gusto e alla cultura locale.
In estate è una valle verdissima, disegnata da prati, pascoli e boschi, dove raggiungere le malghe camminando senza fretta lungo sentieri ben segnalati e strade forestali chiuse al traffico privato, senza l’aiuto degli impianti di risalita né l’ansia agonistica della conquista della vetta. Una latitudine dove la quiete e i ritmi bucolici sono presenza viva, un valore assoluto, quasi sacro. Il motto che guida il viaggiatore non è una semplice fuga, ma una promessa: smarrirsi nella natura per ritrovarsi nel profondo.
Le foreste rivestono entrambi i versanti, lasciando emergere solo le cime più alte, oltre i 2.500 metri di quota. L’unica strada che percorre la valle si sviluppa per circa 18 chilometri ed è quasi pianeggiante: dai 1.200 metri dei primi centri abitati si sale gradualmente ai 1.400 metri di Santa Maddalena, fino ai 1.500 metri degli ultimi masi raggiungibili in auto. A Tesido merita una visita la Chiesa di San Giorgio, piccolo edificio sospeso tra romanico e gotico, considerato uno dei più antichi di tutta la Val Pusteria.
È il posto ideale per le famiglie, anche con bambini piccoli, grazie a un territorio accogliente e a passeggiate semplici e accessibili in tutte le stagioni, che si snodano a mezza costa o lungo sentieri ben curati verso malghe e baite di montagna, oltre la fascia dei boschi.
La tradizione ha insegnato la sostenibilità molto prima che diventasse una parola di moda. Qui gli abitanti vivono a ritmo con la terra: famiglie che lavorano insieme come un tempo, animali curati con attenzione, natura totalmente presente e capace di raccontare le proprie storie. Il turismo, qui, non è sfruttamento, ma scambio: entra in sintonia con il territorio, rispettandolo e valorizzandolo. Non a caso, la Regione Panoramica delle Dolomiti Val Casies–Monguelfo–Tesido ha ricevuto il Marchio di Sostenibilità Alto Adige, a testimonianza di un approccio consapevole, autentico e armonioso al turismo e alla vita quotidiana.


