02 Gennaio 2026

Il Vicus Caprarius

di Redazione Cralt Magazine
La città nascosta sotto la Fontana di Trevi

A pochi passi dalla Fontana di Trevi, uno dei luoghi più visitati al mondo, esiste una Roma invisibile, silenziosa e sorprendente. Il Vicus Caprarius, noto anche come “Città dell’Acqua”, si trova proprio sotto il livello stradale e racconta una storia che scorre parallela a quella della città moderna, fatta di case, strade e infrastrutture romane rimaste intatte per secoli.

Scendere nel Vicus Caprarius significa cambiare prospettiva: il rumore della superficie si dissolve e lascia spazio a un racconto antico, inciso nella pietra.

Il significato di un nome antico

Il termine vicus indicava nell’antica Roma un quartiere abitato, una porzione viva di città. Caprarius rimanda probabilmente a un’antica funzione commerciale o a un toponimo legato alla presenza di capre, segno di una Roma ancora rurale prima di diventare capitale imperiale.

Questo luogo non era un monumento celebrativo, ma uno spazio quotidiano, fatto di abitazioni, passaggi e attività domestiche. Ed è proprio questa normalità a renderlo straordinario oggi.

Case romane e vita privata

All’interno del Vicus Caprarius sono visibili i resti di una domus romana di epoca imperiale, con ambienti disposti su più livelli. Le pareti conservano tracce di decorazioni, intonaci colorati e strutture che raccontano il modo di abitare di famiglie benestanti, immerse nella vita urbana di Roma antica.

Camminare tra questi spazi significa immaginare voci, gesti quotidiani, luci filtrate da aperture ormai scomparse. È una Roma domestica, lontana dai fasti dei fori, ma profondamente autentica.

L’acqua come filo conduttore

Il cuore del Vicus Caprarius è l’acqua. Qui passano ancora oggi le condotte dell’Acquedotto Vergine, lo stesso che alimenta la Fontana di Trevi. L’acqua non è solo un elemento tecnico, ma una presenza costante che collega passato e presente senza interruzioni.

Vasche, canali e sistemi idraulici testimoniano l’ingegnosità romana e il ruolo centrale dell’acqua nella vita urbana. È come se il Vicus fosse un luogo sospeso, dove l’antico continua a funzionare nel mondo moderno.

Un sito archeologico fuori dal tempo

A differenza di altri siti romani, il Vicus Caprarius non colpisce per la monumentalità, ma per la sua dimensione umana. Non si osservano grandi spazi aperti, bensì ambienti raccolti che invitano all’attenzione e alla lentezza.

La visita è un’esperienza intima, quasi personale. Ogni passo svela un dettaglio: una muratura in laterizio, una scala consumata, una canalizzazione ancora attiva. È un’archeologia che si scopre poco alla volta, in silenzio.

La Roma che vive sotto i nostri piedi

Il Vicus Caprarius ricorda che Roma non è solo ciò che appare in superficie. È una città stratificata, complessa, in cui epoche diverse convivono senza cancellarsi. Qui, sotto uno dei simboli più celebri della capitale, resiste una Roma antica che continua a raccontare la sua storia a chi è disposto a scendere, guardare e ascoltare.

Visitare il Vicus Caprarius significa entrare in contatto con una Roma quotidiana e nascosta, fatta di acqua, case e vita reale. È un’esperienza che completa l’immagine della città eterna, offrendo uno sguardo più profondo e consapevole sul suo passato.
Un luogo discreto, ma potentissimo, che dimostra come a Roma la storia non sia mai lontana: spesso è proprio sotto i nostri passi.

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Foto di Pexels da Pixabay