22 Ottobre 2026

Il Trenino del Foliage: un viaggio tra i colori dell’autunno, dalle Alpi al Lago Maggiore

di Redazione Cralt Magazine
Da Domodossola a Locarno, la storica ferrovia Vigezzina-Centovalli attraversa boschi infiammati di rosso e d’oro, borghi di montagna e vallate selvagge. Un’esperienza da vivere senza fretta, quando la natura trasforma il paesaggio in una tavolozza di colori

Viaggi che non chiedono di arrivare in fretta, ma di concedersi il tempo di guardare. Viaggi nei quali il paesaggio non fa soltanto da sfondo, perché diventa il protagonista assoluto, capace di cambiare a ogni curva, dietro una galleria o al di là di un ponte sospeso tra le montagne. Il Trenino del Foliage appartiene a questa categoria: un’esperienza che invita a riscoprire il piacere del movimento lento, lasciando che siano i colori e i ritmi della natura a dettare il passo.

In autunno, la Ferrovia Vigezzina-Centovalli, che collega Domodossola, in Piemonte, a Locarno, nel Canton Ticino, si trasforma in un osservatorio privilegiato sul mutamento della stagione. Per circa 52 chilometri, il convoglio attraversa boschi, vallate e piccoli centri abitati, accompagnando i viaggiatori in un itinerario dove le tonalità del giallo, dell’arancione, del rame e del rosso si alternano al verde persistente dei boschi montani.

Il risultato è un’esperienza che conquista coppie, famiglie e appassionati di natura, ma che sa parlare anche a chi cerca semplicemente una pausa dalla quotidianità. Non occorre essere escursionisti esperti né organizzare un viaggio complesso: basta accomodarsi al finestrino e lasciarsi accompagnare da uno dei paesaggi autunnali più suggestivi dell’arco alpino.

Il foliage

La parola foliage, entrata ormai nel linguaggio comune del turismo autunnale, indica il cambiamento cromatico delle foglie degli alberi prima della loro caduta. È un fenomeno naturale legato alla diminuzione delle ore di luce e alle variazioni delle temperature, che modificano la presenza e la visibilità dei pigmenti vegetali.

Le foreste si trasformano così in una composizione mutevole, nella quale convivono sfumature diverse. I gialli luminosi, gli arancioni intensi e i rossi più profondi compongono un mosaico che non si ripete mai esattamente allo stesso modo. La pioggia, il sole, il vento e l’andamento delle temperature possono modificare tempi e intensità della trasformazione, rendendo ogni stagione diversa dalla precedente.

A bordo del Trenino del Foliage, questa varietà si osserva senza la necessità di percorrere sentieri o raggiungere punti panoramici a piedi. Le ampie vetrate dei convogli panoramici permettono di seguire il paesaggio, mentre il treno avanza tra pendii, torrenti, boschi e insediamenti che conservano il carattere discreto delle comunità alpine. È proprio questa continuità di scorci a rendere speciale il percorso: la bellezza non si concentra in un unico punto, ma accompagna il viaggio dall’inizio alla fine.

La Ferrovia Vigezzina-Centovalli
Il Trenino del Foliage non è una ferrovia nata esclusivamente per il turismo stagionale. La linea Vigezzina-Centovalli è una storica infrastruttura ferroviaria alpina, attiva dal 1923, che collega l’Italia alla Svizzera attraverso un territorio montano dalla morfologia complessa.

Il percorso unisce due paesaggi differenti e complementari. Da Domodossola si entra nella Valle Vigezzo, conosciuta anche come Valle dei Pittori, un territorio di borghi, boschi e tradizioni culturali che sale progressivamente verso le quote più elevate. Superato il confine, la ferrovia prosegue nelle Centovalli svizzere, dove il paesaggio si fa più aspro, inciso da torrenti e valloni, tra ponti, viadotti e versanti ricoperti di vegetazione.

Il tragitto completo misura circa 52 chilometri e richiede poco meno di due ore per ciascuna tratta. Una durata che, lontano dall’essere un limite, costituisce una parte essenziale dell’esperienza. Il treno procede attraverso un territorio che, dalla pianura ossolana, accompagna gradualmente verso le montagne e poi verso il clima più mite del Lago Maggiore.

Anche l’ingegneria ferroviaria entra nel racconto. Ponti, gallerie e viadotti testimoniano il lavoro necessario per collegare comunità separate dalla conformazione delle valli, trasformando un’opera funzionale in un itinerario di grande fascino paesaggistico.

Borghi e panorami
La partenza può avvenire da uno dei due capolinea, Domodossola o Locarno. La scelta dipende dalle preferenze personali e dall’organizzazione del soggiorno, perché il percorso è suggestivo in entrambe le direzioni.

Partendo da Domodossola, il treno si inoltra nella Valle Vigezzo e raggiunge località come Druogno, Santa Maria Maggiore e Malesco. Sono luoghi che meritano una sosta per conoscere più da vicino la vita delle comunità montane, l’architettura tradizionale e le storie legate a un territorio che ha saputo conservare una forte identità.

Santa Maria Maggiore, in particolare, è una delle mete più interessanti per chi desidera trasformare il viaggio ferroviario in una piccola vacanza. Il centro storico, le case caratteristiche e le iniziative culturali ne fanno una tappa piacevole anche al di fuori della stagione autunnale. Poco distante, il paesaggio invita a esplorare la valle con passeggiate e itinerari adatti a differenti livelli di esperienza.

Proseguendo verso la Svizzera, il treno attraversa le Centovalli e incontra borghi come Intragna, noto per il suo imponente campanile, prima di raggiungere Locarno, affacciata sul Lago Maggiore. Qui il paesaggio cambia ancora: le montagne accompagnano lo sguardo verso l’acqua, mentre il clima e l’atmosfera risentono della vicinanza del lago.

È questa alternanza a rendere il percorso particolarmente interessante. In poche ore si passa dai boschi montani ai centri storici, dai versanti alpini alle atmosfere lacustri, con la sensazione di attraversare territori diversi senza mai interrompere il filo del viaggio.

Vivere davvero il territorio

Il biglietto speciale del Trenino del Foliage consente di effettuare una sola fermata intermedia, all’andata oppure al ritorno. È un’opportunità da valutare con attenzione, perché permette di aggiungere alla contemplazione del paesaggio un’esperienza più diretta dei luoghi attraversati.

Fermarsi significa concedersi il tempo di camminare tra le vie di un borgo, entrare in un piccolo museo, sedersi in una pasticceria o assaggiare le specialità locali. La Valle Vigezzo e le Centovalli custodiscono infatti tradizioni, prodotti e consuetudini che raccontano un rapporto antico tra le comunità e il loro ambiente.

A Santa Maria Maggiore si può scegliere di approfondire la storia locale e di passeggiare tra le strade del centro; a Re, invece, il celebre Santuario della Madonna del Sangue costituisce una tappa di interesse religioso e artistico. Sul versante svizzero, Intragna offre un’occasione per scoprire un borgo caratteristico e il suo patrimonio culturale.

La sosta richiede però una minima pianificazione, soprattutto nei fine settimana autunnali, quando la domanda è particolarmente elevata. Conviene verificare in anticipo gli orari dei treni disponibili e lasciare un margine sufficiente per rientrare senza fretta alla stazione.

Viaggiare senza fretta
L’autunno, con la sua luce più morbida e i suoi colori in trasformazione, sembra fatto apposta per questo modo di viaggiare. Il finestrino diventa una cornice in movimento, le vallate scorrono come pagine di un libro e ogni fermata apre la possibilità di conoscere una storia, una tradizione o una comunità.

Il Trenino del Foliage è molto più di una gita panoramica. È un invito a ritrovare il piacere della lentezza, a riscoprire la ferrovia come mezzo per avvicinarsi ai territori e a comprendere che, a volte, la meta più importante non è il luogo in cui si arriva, ma tutto ciò che si incontra lungo la strada. 

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Foto da: Ferrovia Vigezzina Centovalli

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