14 Ottobre 2026

A merenda con… la città vista dal tram

di Redazione Cralt Magazine
Sulle tracce di Edmondo De Amicis, attraverso la Torino di fine Ottocento osservata dal tranvai e raccontata con gli occhi della letteratura

Alcune città si possono conoscere camminando e altre, invece, chiedono di essere attraversate. Torino appartiene a entrambe le categorie, ma c’è un modo particolare per guardarla: salire su un tram e lasciarsi accompagnare dalle strade, dalle piazze, dai quartieri e dalle persone che scorrono oltre il finestrino.

È proprio da questa prospettiva che prende forma “La città vista dal tram”, un itinerario che ripercorre Torino attraverso lo sguardo di Edmondo De Amicis, autore di La carrozza di tutti, libro nel quale lo scrittore osservò per un intero anno la città viaggiando sui suoi tram.

Non è quindi soltanto una passeggiata letteraria. È un modo per riscoprire una Torino lontana nel tempo, quando il tram rappresentava una delle grandi novità della vita urbana e permetteva di attraversare una città che stava rapidamente cambiando volto.

La Torino che sale sul tram
Alla fine dell'Ottocento Torino è una città in trasformazione. La stagione risorgimentale è ormai alle spalle, la capitale ha lasciato il posto a Roma, ma il capoluogo piemontese sta costruendo una nuova identità industriale, sociale e culturale. Le strade si animano, i quartieri crescono, le persone si spostano sempre più rapidamente e il tram diventa una presenza fondamentale nella quotidianità.

Per De Amicis il tranvai non è semplicemente un mezzo di trasporto. È una sorta di osservatorio mobile dal quale guardare la società. Dentro le carrozze salgono persone diverse per mestiere, condizione sociale, età e carattere. Seduti gli uni accanto agli altri, i passeggeri costituiscono una piccola rappresentazione della città. Ed è proprio questo il punto di partenza dell'itinerario: guardare Torino attraverso le persone oltre che attraverso i monumenti.

La carrozza come luogo di osservazione
De Amicis possiede uno sguardo particolare. Non ha bisogno di grandi avvenimenti per trovare una storia. Gli bastano una conversazione ascoltata per caso, un passeggero distratto, un gesto, una discussione, una scena quotidiana.

La carrozza del tram diventa così un piccolo teatro. Ogni fermata modifica il pubblico, ogni percorso attraversa ambienti differenti, ogni viaggio permette di incontrare un frammento della città. È una Torino nella quale la modernità comincia a farsi strada, ma nella quale sopravvivono ancora abitudini, mestieri e comportamenti legati a un mondo precedente. Il valore del libro sta anche in questa capacità di osservazione: raccontare una città non attraverso le sue celebrazioni ufficiali, ma attraverso la vita ordinaria di chi la abita.

Una città in movimento
Seguendo idealmente il percorso di De Amicis, Torino appare come una città che si muove continuamente. Il tram attraversa il centro, raggiunge zone più periferiche, passa davanti a palazzi eleganti e strade popolari, mette in comunicazione mondi che fino a poco tempo prima potevano apparire separati.

Il viaggio permette così di comprendere la trasformazione urbana in corso. La città ottocentesca non è più immobile: cresce, produce, accoglie nuovi abitanti e modifica progressivamente il proprio rapporto con gli spazi.

Il tram è uno dei simboli di questo cambiamento. La sua presenza rende la città più accessibile e contribuisce a creare nuove abitudini di spostamento, ma soprattutto mette in relazione persone che difficilmente avrebbero condiviso lo stesso spazio nella vita quotidiana.

La Torino letteraria
Il percorso diventa allora anche un viaggio nella Torino letteraria di fine Ottocento. Una città che non è soltanto scenario, ma protagonista. De Amicis la osserva con curiosità, partecipazione e talvolta ironia. La sua Torino è fatta di grandi viali e piazze, ma anche di piccoli episodi, conversazioni, contrasti sociali e personaggi incontrati quasi per caso.

È uno sguardo molto diverso da quello che si posa sui monumenti più celebri. La città viene raccontata dal basso, all'altezza degli occhi di chi viaggia. Questa prospettiva rende l'itinerario particolarmente interessante ancora oggi, perché invita a cercare nelle strade contemporanee le tracce di una città che nel frattempo ha cambiato profondamente il proprio volto.

Dal passato al presente
Percorrere oggi Torino seguendo lo sguardo di De Amicis significa inevitabilmente mettere a confronto due città. Molti luoghi sono cambiati, alcuni edifici hanno assunto nuove funzioni, i mezzi pubblici sono diventati più moderni e i ritmi della vita urbana sono completamente diversi. Eppure qualcosa rimane.

Rimane il rapporto tra chi attraversa la città e la città stessa. Rimane la possibilità di osservare le persone, ascoltare frammenti di conversazione, guardare i quartieri scorrere dal finestrino e scoprire che ogni percorso quotidiano può trasformarsi in una storia. Il tram contemporaneo diventa così una sorta di macchina del tempo. Non restituisce esattamente la Torino di De Amicis, ma permette di immaginarla.

Il gusto di fermarsi
E poi c'è il titolo dell'iniziativa, “A merenda con…”, che introduce una dimensione conviviale particolarmente piacevole. La merenda è, per sua natura, una pausa. Non è il pranzo, non è la cena e non pretende di essere un momento solenne. È uno spazio per fermarsi, conversare e condividere qualcosa.

Inserita all'interno di un itinerario letterario, diventa quasi il punto d'incontro tra il viaggio e il racconto. Dopo aver attraversato idealmente la Torino di De Amicis, ci si può fermare a parlare di ciò che si è visto, delle trasformazioni della città e del modo in cui la letteratura riesce ancora a modificare il nostro sguardo. Perché leggere un autore significa anche imparare a guardare con i suoi occhi, almeno per un momento.

Una città da guardare dal finestrino
Forse il fascino più grande di questo percorso sta proprio nella sua semplicità. Non serve cercare una Torino monumentale o costruire un itinerario fatto soltanto di luoghi celebri.

Basta osservare.
Dal finestrino di un tram la città assume una prospettiva diversa. Le facciate scorrono, le persone salgono e scendono, le strade cambiano, il centro lascia spazio ai quartieri e il presente continua a svolgersi davanti ai nostri occhi. È esattamente ciò che aveva fatto De Amicis più di un secolo fa: aveva scelto un mezzo quotidiano per raccontare una città quotidiana, trasformando un viaggio apparentemente ordinario in un esercizio di osservazione sociale e letteraria.

La Torino di De Amicis, ancora oggi
Riscoprire oggi La carrozza di tutti significa quindi tornare a una Torino che non esiste più, ma che continua a lasciare tracce nella città contemporanea. L'itinerario permette di avvicinarsi a quella memoria senza trasformarla in una semplice ricostruzione nostalgica. Al contrario, il passato diventa uno strumento per capire meglio il presente.

Perché ogni città, proprio come ogni libro, cambia ogni volta che qualcuno la attraversa. E forse il modo migliore per conoscere Torino è ancora quello suggerito da De Amicis: salire a bordo, guardare fuori dal finestrino e lasciare che sia la città, con le sue persone e le sue storie, a raccontarsi.

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Foto di Luca da Pixabay 

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