12 Ottobre 2017

Da Narni alla gola del Nera

di Redazione Cralt Magazine
Panorami mozzafiato si apriranno davanti ai frequentatori della zona
Da Narni alla gola del Nera

Il percorso attraversa le Gole del Nera ed è suggestiva parte del territorio narnese, che si estende dai resti del Ponte di Augusto, fino al lago artificiale di San Liberato e costeggerà per un lungo tratto il fiume Nera ed ha un alto valore naturalistico, in quanto si percorre in una zona molto suggestiva e ricca da un punto di vista florofaunistico.

Panorami mozzafiato si apriranno davanti ai frequentatori della zona che potranno ammirare il borgo di Stifone ed i vecchi attracchi fluviali; in zona insistono insediamenti artistici, monumentali ed archeologici di grande importanza. Il percorso si snoda dal ponte di Augusto al paesino di Stifone.

Visitabile l’Abbazia di S. Cassiano, che viene menzionata per la prima volta nel Regesto di Farfa nel 1036, forse risalente all’epoca bizantina e che costituisce un “pendant” dell’insediamento monastico intitolato a San Giovenale eretto lungo la Flaminia presso Orte dallo stesso Belisario (VI sec.). Inoltre il suggestivo eremo rupestre di S. Jago, dipendente dall’abbazia di San Cassiano, noto nel medioevo come San Giacomo degli Scoppi (dal latino scopulus = roccia) che si affaccia sulle gole del Nera con una splendida veduta della città di Narni. Si attraverserà poi il  tratto in disuso della ex ferrovia Terni-Orte divenuto un percorso di eccezionale valenza ambientale, storica e paesaggistica, attraverso le gole di Narni. Infine la visita al paese di Stifone, un incantevole abitato situato all’interno delle gole del Nera proprio nel punto in cui la portata del fiume aumenta notevolmente grazie a una delle risorgenze carsiche più importanti d’Italia. La sorpresa più gradita giunge quando si arriva a Stifone, paese di 40 anime dove regnano le case in pietra e il silenzio, interrotto solo dallo scrosciare delle sorgive presenti in vari punti dell’abitato.

L’acqua è l’elemento dominante di questo borgo fin dall’antichità, quando i Romani lo scelsero come porto della vicina Narni e punto di partenza delle imbarcazioni cariche di merci che partivano alla volta di Roma, come fa ipotizzare il recente ritrovamento dei resti archeologici di un cantiere navale. Lo fu nel Medioevo, epoca in cui la zona si riempì di mulini, e alla fine dell’Ottocento, quando vi furono costruite due tra le prime centrali idroelettriche italiane.

TAIZZANO: Nel XII secolo risulta essere annoverato tra i castelli le cui rendite sono raccolte dalla Diocesi narnese. Il nome, probabilmente, deriva da Fundus Tatianus. Nel 1229 si ha la notizia che offriva un cero per la festa di san Giovenale, patrono di Narni, confermandone la soggezione: fino al 1600 rimangono tracce di questa devozione. Ai piedi della città di Narni, dopo porta Ternana, percorrendo la via Flaminia, si giunge, lungo la strada della Funara, poco prima della frazione di Stifone, vicino al fiume Nera. Questo, imboccando la gola dei monti Corviano e Santa Croce, va ad infrangersi sui piloni del ponte romano di Augusto, che originariamente univa i due monti. Citato dalle fonti classiche, raffigurato da artisti e viaggiatori, vero capolavoro dell'architettura romana, è da porre in relazione alle grandi ristrutturazioni volute da Augusto nel 27 a.C., lungo il percorso della strada consolare Flaminia.

Dell'imponente struttura originaria restano due piloni voltati ad arco sulla sponda del monte Corviano, una contrapposta sezione sulla sponda del monte Santa Croce e i ruderi di due piloni dell'arcata centrale, crollata prima del 1055. Questa “passeggiata” è un prezioso strumento per conoscere un territorio caratteristico, centrale dell'Umbria, che può dare emozioni nel contatto con la natura in tutte le stagioni; un invito ad avvicinarsi alla natura con amore e ad incontrare la fauna e la flora di questi monti sereni ed invitanti, ma che esigono attenzioni e massimo rispetto. Anche i piccoli fiori ci invitano allo stupore e all'ammirazione e tutto questo diventa un pressante invito a partecipare, a camminare, ad ammirare questi monti, per respirare, per disintossicarci dai veleni quotidiani e tornare a casa rinnovati nel corpo e nello spirito.

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