22 Febbraio 2016

Solidarietà e solidarismo

di Redazione Cralt Magazine
Il concetto di solidarietà era presente in Francia già nel XVII secolo, ma assume il suo significato moderno solo negli anni trenta e quaranta dell'Ottocento.
La nozione di solidarietà ha preso oggi una tale varietà di significati e di usi che si rende necessario fare una distinzione tra un'accezione ristretta e una ampliata del concetto. Il concetto di solidarietà era presente in Francia già nel XVII secolo, ma assume il suo significato moderno solo negli anni trenta e quaranta dell'Ottocento.
 
Nella sua accezione giuridica, la nozione di solidarietà richiama soprattutto il concetto di antico e di obbligazione fin dall’Enciclopedia di Diderot dove se ne parla come: “la qualità di un'obbligazione per cui diversi debitori si impegnano a pagare una somma presa in prestito o dovuta ad altro titolo", in questa accezione giuridica di si esplicita la solidarietà come responsabilità in solido.
 
È ad Émile Durkheim che dobbiamo riferirci per accostarci all’accezione moderna del termine solidarietà. Nel suo “De la division du travail social” vede la solidarietà come problematica solo in un passato molto remoto, in quelle società semplici che egli dichiara come 'inferiori' o segmentarie. Il tipo di solidarietà che qui si sviluppava collegava direttamente il singolo alla società.
 
Il processo di differenziazione sociale prevedeva secondo Durkheim una divisione del lavoro sociale, di cui egli coglie soprattutto gli aspetti relativi all'ambito delle professioni. Con la differenziazione gli individui dipendono in misura crescente dalla produzione degli altri, e questa interdipendenza reciproca porta alla 'solidarietà organica'. Gli individui, come parti del corpo sociale, sono reciprocamente interdipendenti nello stesso modo in cui lo sono le parti di un organismo: "da un lato, quanto più diviso è il lavoro, tanto più strettamente l'individuo dipende dalla società, dall'altro, quanto più specializzata è l'attività dell'individuo, tanto più essa è personale".
 
Naturalmente dall'eguaglianza della situazione sociale non parte 'meccanicamente' una coscienza corrispondente, una solidarietà anch'essa meccanica - se così fosse, tutti i lavoratori stipendiati sarebbero organizzati in sindacati. Il fondamento della solidarietà organica, da parte sua, andrebbe ricercato in una unione di differenziazione e di eguaglianza, dove quest'ultima, nel caso estremo, si riduce alla comune condizione umana.
 
Sulla base di questi presupposti si può distinguere una prima fase della solidarietà che può essere definita, sulla base del concetto principale, come periodo della 'fraternità'. La seconda fase è quella della solidarietà 'meccanica', o di 'solidarietà ed eguaglianza', che viene introdotta in Francia negli anni trenta dell'Ottocento. Nell'ultimo ventennio del secolo scorso ha inizio il periodo della solidarietà 'organica', o di una nuova definizione della solidarietà.
 
Il periodo della fraternità
Sebbene il termine 'fraternità' non sia nato con il cristianesimo, è stato il concetto cristiano di fratellanza a esercitare l'influenza culturale più profonda e durevole.
 
Il periodo di 'solidarietà ed eguaglianza'
Dopo che negli anni trenta e quaranta dell'Ottocento il concetto di solidarietà - con poche eccezioni - era presente in Francia nel significato di coesione sociale, negli anni sessanta si affermò in maniera assoluta anche nell'accezione di solidarietà operaia. La fine dell'Ottocento fu un periodo di un incredibile sviluppo del movimento operaio e dell'idea di solidarietà.
 
Altro e differente è il solidarismo
Il termine solidarismo, in maniera generale, esprime un comportamento, individuale o collettivo, di aiuto e sostegno, morale o materiale, nei confronti di altri. In particolare il solidarismo può mostrare una tendenza sociale a costruire in modo concreto un organismo economico basato sulla solidarietà. In Francia tra la fine dell'Ottocento e i primi del Novecento fu un movimento incredibilmente influente sul piano sia politico che sociofilosofico, anche perché le idee del solidarismo hanno fortemente improntato la politica sociale europea, con l'eccezione relativa della Germania.
Politica sociale e solidarietà sociale
Nel periodo premoderno, quando le misure assistenziali erano l'unica forma di politica sociale, la solidarietà esisteva unicamente nel contesto di comunità e di gruppi fortemente coesi - quelli che in francese vengono definiti réseaux primaires (reti sociali primarie), ovvero la famiglia, la famiglia estesa, il vicinato, le associazioni religiose, mentre oggi il fondamento della politica sociale e della sua prassi è formato dalla solidarietà sociale. Una politica con base sull'esclusione di determinati individui o gruppi di individui è inconciliabile con la politica sociale e la solidarietà, e in questo senso si può dire che nella Rivoluzione francese non vi fu un'autentica politica sociale. Dunque, un processo durato parecchi secoli, il cui finale è segnato dall'introduzione forzosa del lavoro stipendiato; nel 1349 Edoardo III, re d'Inghilterra, emanò lo statuto dei lavoratori, in cui peraltro il salario era limitato a un livello minimo della sussistenza ed era corrisposto perlopiù in natura.
 
La nuova definizione della solidarietà
L'avvio del nuovo e ultimo periodo della solidarietà è evidenziato dalla crisi  e  dalle sue forme tradizionali. Si può presumere che tutte le vie possibili per uscire da una crisi verranno percorse: una parte delle vecchie forme di solidarietà rimarrà in vita, mentre altre non saranno in futuro altrettanto diffuse quanto in passato; si vedrà la nascita di nuove forme, di cui alcuni elementi cominciano già a fuori uscire. Un fattore di indubbia importanza con cui si sono fatti i conti, oggi, è la crisi in quanto quasi tutti i modelli della solidarietà sociale organizzata erano costruiti sul presupposto di una crescita economica, e non contemplavano la possibilità di periodi di stagnazione prolungati. Come conseguenza si è avuta una stasi delle entrate dei sistemi di sicurezza sociale, cui ha fatto riscontro un ulteriore aumento delle spese. L'inasprirsi della concorrenza tra i lavoratori salariati molte volte ha portato, attualmente, alla rottura dei rapporti improntati in precedenza alla solidarietà; i gruppi occupazionali sono in aperta competizione.
 
Alcune nuove forme di solidarietà sono nate a partire dal 1968 o hanno avuto una diffusione assai maggiore che in passato. Innanzitutto i gruppi di autotutela: un esempio sono le associazioni di mutuo soccorso, anche i membri di questi gruppi partono da un'interpretazione comune di una data situazione - che non deve essere forzatamente di ordine sociale - e decidono di impegnarsi in un'azione collettiva di mutuo sostegno. Nati, all’inizio, soprattutto nell'ambito psicosociale e sanitario, questi gruppi hanno come scopo in generale di sviluppare forme di autotutela solidale per il superamento dei problemi quotidiani - gruppi femminili, associazioni di handicappati, di anziani. Esistono però numerosi gruppi fondati sulla differenza anziché sull'eguaglianza.
 
Il processo di differenziazione sociale e culturale spesso può far mostrare  obsoleta l'illusione egualitaria delle antiche forme di solidarietà, ma ciò vale solo nella misura in cui si trattava effettivamente di un'illusione, e non di una eguaglianza specifica, e d'altro canto questo stesso processo dà origine a una solidarietà che trascende i confini dell'eguaglianza.
 
La conclusione del ragionamento ce la fornisce Seyla Benhabib (docente di Scienza Politica e Filosofia all’Università americana di Yale) che si chiede se sia possibile formulare teorie morali senza il costrutto dell'Altro generalizzato. Non si tratta, inoltre, di abbandonare del tutto questo costrutto, bensì di sapere "che ogni Altro generalizzato è anche un Altro concreto". È necessario, in altre parole, "garantire la dignità umana dell'Altro generalizzato attraverso un riconoscimento dell'identità morale dell'Altro concreto" (ibid.).
 
Non si tratta solo di capire nell'Altro generalizzato l'Altro concreto, ma di vedere sempre in quest'ultimo anche il primo. Grazie al contributo della riflessione femminista, la solidarietà 'organica' è stata ridefinita come solidarietà che in una prospettiva unitaria ha a suo fondamento la differenza concreta e l'eguaglianza astratta; questa solidarietà vede la persona come Altro concreto e come Altro generalizzato, e unisce giustizia e cura, responsabilità, diritti e doveri.