13 Maggio 2017

Il lago di Bolsena

di Redazione Cralt Magazine
Un angolo d’Italia ricco di storia, di tradizioni e immerso in una natura rigogliosa e ancora in gran parte incontaminata, abitato da una popolazione cordiale e ospitale, tenacemente attaccata alle proprie tradizioni storiche e culturali

Bolsena è una cittadina che si affaccia sulle rive orientali del lago omonimo, sulla via Cassia a 100 Km a nord di Roma, in provincia di Viterbo.Su ggestivo e ridente borgo medievale adagiato sulle propagini collinari dei monti Volsinii le sue origini risalgono al III sec. a. C., quando venne popolata dagli abitanti sfuggiti alla distruzione di Velzna, una tra le più importanti città dalla quale Bolsena ereditò anche il nome, che le fonti classiche ci hanno tramanda-to dalla forma latina Volsinii.

Nel IV sec. probabilmente a seguito delle incursioni dei Longobardi la città romana venne abbandonata e la comunità volsiniese andò ad insediarsi sulla rupe che ospita il quartiere medievale del Castello e che costituirà il primo nucleo abitato della odierna Bolsena.

Nel 1398 il pontefice Bonifacio IX la concesse in vicariato alla casata dei Monaldeschi della Cervara. Tornata nel 1451 sotto lo Stato Pontificio, nel corso del Rinascimento, divenne meta preferita di illustri personaggi tra cui Leone X, Pio II e Paolo.

Numerosi sono i resti monumentali che Bolsena custodisce. Della città etrusco-romana di Volsinii conserva l’importante cinta muraria, alcuni edifici di culto e l’anfiteatro del Mercatello che delimita verso il nord l’antica Volsinii. Gli scavi archeologici hanno riportato alla luce la zona del foro circondato da botteghe e da una grande Basilica, insieme a sontuose abitazioni private con pregevoli affreschi e complessi pavimenti a mosaico.

Sui colli circo-stanti si sviluppano varie necropoli costituite da tombe a camera e a fossa, databili tra il III sec. a. C. e il IV sec. d. C. Il Medioevo è segnalato dalla possente mole del castello Monaldeschi che ha origini anti-che databili tra il XII e XIV sec. come tutte le roccaforti lungo le grandi arterie di comunicazione. Nato come presidio longobardo per le guarnigioni a difesa del territorio, i Monaldeschi lo acquisirono e abbellirono durante il loro periodo di signoria. Attualmente accoglie il Museo Territoriale del lago di Bolsena , dove si possono ammirare alcuni reperti archeologici di grande interesse e dei pannelli didattici che ricostruiscono la storia del lago e delle diverse civiltà che si sono affacciate sulle sue rive.

Il monumento più celebre di Bolsena è la Collegiata di S. Cristina, le cui forme attuali si ri-feriscono, in gran parte, agli interventi tardo quattrocenteschi favoriti dal card. Giovanni de’ Medici. L’edificio presenta l’originalità di accorpare quattro chiese di epoche diverse. La parte più antica è quella ricavata dal taglio della rupe tufacea per far posto ad un primitivo Oratorio intorno al sepolcro di S. Cristina. L’ambiente, poco più di una grotta, fu testimone nel 1263 del miracolo del Corpus Domini.

La festa del Corpus Domini istituita da papa Urbano IV viene ogni anno ricordato con una solenne processione che si snoda per le vie della città, le cui strade sono ornate da un tappeto ininterrotto di infiorate artistiche che richiamano turisti e pellegrini. Non meno importante è la Festa di S. Cristina, martire cristiana e patrona della città. Ogni anno il 23 e il 24 luglio nelle principali piazze di Bolsena su dei palchi di legno, i martiri subiti dalla santa vengono rievocati con la rappresentazione dei MISTERI , quadri plastici viventi .

Tra gli altri monumenti si fanno notare il palazzo del Drago di stile rinascimentale, la chiesa di San Francesco, il Santuario della Ma-donna del Giglio ( seconda metà del Cinquecento ).

Il lago di Bolsena dalle trasparenti acque, risultato della mancanza di inquinamento, è il maggiore d‘Europa fra quelli di origine vulcanica e la pesca costituisce l’attività economica preminente, grazie alla varietà di specie ittiche. Capodimonte, situata sul pittoresco promontorio che si protende verso il Lago, è un incantevole centro turistico del lago di Bolsena. Sorge a m 334 s.l.m. su una piccola pittoresca penisola della riva sud occidentale e dista 25 km a NW dal capoluogo Viterbo.

La cinquecentesca imponente “Rocca” Farnese, a pianta ottagonale, è il suo monumento più importante. Fa parte del comune anche la stupenda isola Bisentina, che rappresenta un’interessante escursione, essendo collegata al paese da un efficiente servizio di moto-scafi, muniti di guida turistica. Ha un attrezzato porto per barche a vela e a motore che, assieme all’accogliente spiaggia e al territorio ricco di storia, è motivo d’attrazione per un intenso turismo estivo.

Capodimonte, la gemma del Lago di Bolsena, è un antico borgo arroccato su un promontorio che si erge a m 334 s.l.m. su una piccola penisola della riva sud occidentale del lago. Il suo territorio, morfologicamente discontinuo, fu plasmato dall’attività vulcanica dell’apparato vulsineo, che terminò nell’era quaternaria antica; è prevalentemente forma-to da dolci colline, raramente scoscese, che si elevano a quote massime di circa 150 m dal livello del lago.

I Farnese, che nella loro magnificenza lasciarono tracce indelebili ovunque nel territorio del Ducato, nel Cinquecento fecero edificare, per opera di Antonio da Sangallo il Giovane, l’imponente mole ottagonale, chiamata Rocca, su una precedente costruzione dei Signori di Bisenzio. Il palazzo divenne loro sede preferita, nonché luogo ambito, numerosi Pontefici, sovrani, artisti e politici, sia italiani che stranieri, vi soggiornarono decantandone la magnificenza. Sorsero poi altri monumenti: in posizione panoramica, quasi a ridosso delle Rocca, la Chiesa Collegiata di S. Maria Assunta, dove si venera l’immagine della “Madonna delle Grazie”, attribuita al valente pittore napoletano Sebastiano Conca e nella graziosa piccola piazza alla sua destra, il Palazzo Borghese, attualmente sede comunale e il palazzo Puniatowski del Valadier, tutto ciò a rappresentanza dell’antico borgo di chiaro impianto medioevale