15 Aprile 2020

Carte da navigar

di Redazione Cralt Magazine
CraltMagazine appoggia la campagna #IoRestoaCasa con la Fondazione Musei Civici di Venezia e altre realtà museali italiane. Se non potete venire nei musei, sono i musei a venire da voi. Ogni giorno una storia, un gioco, un'opera, non per consolazione ma perché l'arte è vita e la vita è, anche, arte

Affrontare il mondo richiede mappe, quando si viaggia per terra e anche per mare, e per fare le mappe bisogna affrontare il mondo. Nel Medioevo fare carte da navigar diventa un'arte: la prima firmata e datata di cui abbiamo notizia è di Pietro Vesconte, genovese di nascita ma veneziano dal 1313. Il suo Atlante Nautico del 1318 conservato nel Museo Correr  (ne esistono quattro versioni nel mondo, le altre tre stanno: a Vienna, sempre del 1318, a Zurigo e Lione datate 1321) è formato da 8 tavole di legno su cui sono incollate le pergamene, con un calendario astronomico circolare e mappe del Mar Nero e del Mediterraneo, fino alle coste atlantiche.

I profili costieri sono accurati, con tutte le informazioni fin lì acquisite in secoli di navigazione e un fitto elenco di toponimi in nero con le città principali in rosso, e i pericoli: punti rossi per i fondali bassi, crocette per gli scogli affioranti. Gli angoli sono decorati con miniature su fondo oro, di Evangelisti e Santi alla cui misericordia il navigante si appellava di fronte ai pericoli del mare e dell'ignoto. Le antiche carte nautiche sono percorse non da latitudine e longitudine ma da un reticolo di linee tirate a partire dalle rose dei venti. Sono ben custodite e non devono finire in mani sbagliate o nemiche.

La cartografia nautica ha solide origini in Italia, con veneziani e genovesi che producono mappe e portolani per le navi che solcano il Mediterraneo. Dal Quattrocento con la stampa a caratteri mobili e l'ulteriore sviluppo delle tecniche di riproduzione delle immagini Venezia diventa uno dei principali centri di produzione in Europa anche per le mappe, sempre più opera di professionisti capaci di integrare il sapere cartografico con i racconti di viaggiatori, marinai e mercanti (altri importanti centri di produzione sono stati nei secoli la spagnola Maiorca e le terre fiamminghe). E' un'epoca di grandi scoperte, compresa quella dell'America. Celebre è lo spettacolare Portolano 6 o Carta universale in stile marino del 1550 di Giorgio Sideri, detto Callapodia da Candia, di origini cretesi (dei suoi sei portolani oggi esistenti il Correr ne possiede ben quattro). Le pergamene che disegnavano il mondo non servivano solo ai naviganti, erano anche strumento per celebrare la grandezza e la potenza di Venezia, spesso erano appese alle pareti dei palazzi e appositamente prodotte. La conoscenza del mare ne mostra anche la vastità, è allegoria autocelebrativa della Dominante.

Dai secoli XVII e XVIII le carte nautiche sono più funzionali e strettamente tematiche e precise. Realizzarle coinvolge molte professionalità, dal comandante della nave al tipografo passando per astronomi, matematici, geografi, disegnatori, con dettagli sempre più precisi su coste, correnti marine, distanze, tutto quel che serve a una navigazione sicura. Restano però manoscritti i lavori di Gaspare Tentivo, imbarcato come capitano sulla veneziana Fama Volante, cartografo e uomo di mare, dove ai disegni si alternano testi descrittivi circostanziati, con tutto il necessario alla navigazione. Dei suoi portolani, composti dalla fine del Seicento agli inizi del Settecento, si contano oggi tredici esemplari e sei sono al Museo Correr. Nel 1684 il suo celebre contemporaneo Vincenzo Maria Coronelli geniale veneziano, cartografo, incisore e autore di famosi globi, fondava nella Serenissima l'Accademia cosmografica degli Argonauti, la più antica società geografica al mondo. Da molti secoli non si naviga a vista.

L'ora cambia, gli orologi restano. Quelli nella Sala del Senato esibiscono uno i segni zodiacali e l’altro le ore che segnava girando in senso antiorario, alla maniera italiana, basata sulla luce del giorno, per misurare le ore delle lunghissime sedute in cui 120 Senatori erano chiamati a discutere questioni di politica interna ed estera, strategie commerciali e questioni militari.



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