15 Gennaio 2019

Carnevale di Venezia 2019

di Redazione Cralt Magazine
 Il Collegio CralT Piemonte e Valle d’Aosta propone ai soci un viaggio alla scoperta del Carnevale veneziano

Il Carnevale di Venezia, se non il più grandioso, è sicuramente il più conosciuto per il fascino che esercita e il mistero che continua a possedere anche adesso che sono trascorsi 900 anni, dal primo documento che fa riferimento a questa famosissima festa. 

“Buongiorno Siora Maschera”, lungo le calli, per i canali e nei listoni era questo il saluto: l’identità personale, il sesso, la classe sociale non esistevano più, si entrava a far parte della Grande Illusione del Carnevale in un posto, unico al mondo, dove tutto può accadere, dove ogni scorcio non cessa di incantare.

Gli artigiani che fabbricavano maschere erano chiamati maschereri fin dal tempo del Doge Foscari e possedevano un loro statuto datato aprile 1436. Appartenevano alla frangia dei pittori ed erano aiutati nella loro professione dai targheri che imprimevano sopra lo stucco volti dipinti, a volte di ridicola fisionomia, con dovizia di particolari.

La cosa da sottolineare è che questa non è la solita gita mordi e fuggi in visita al Carnevale veneziano in quanto ci si dedicherà anche al tour della città di Padova che ci ospiterà logisticamente.

Eccovi un'antecipazione del programma del viaggio.

Padova e la sua Provincia, situate al centro della pianura Veneta, tra laguna colli e prealpi, costituiscono uno dei centri culturalmente ed economicamente più vivi e dinamici del Nord-est. Città di grandi tradizioni artistiche e culturali, Padova vanta insigni monumenti di grande interesse storico e artistico. L'itinerario classico cittadino, che consente la visita in una sola giornata dei principali monumenti e luoghi di grande interesse, inizia da Piazza Eremitani dove si trovano la Cappella degli Scrovegni capolavoro di Giotto, i Musei Civici Eremitani (sezione archeologica, pinacoteca con opere dal 300 al 700, inclusi gli Angeli di Guariento, un crocifisso di Giotto, opere del Bellini), la Chiesa degli Eremitani (con affreschi di Guariento, di Giusto de' Menabuoi e di Andrea Mantegna) e Palazzo Zuckermann custode del Museo d'Arte - Arti Applicate e Decorative, e Collezione Bottacin.
Percorrendo via del Santo si giunge alla Basilica S. Antonio, tempio della fede e scrigno di opere d'arte, ogni anno meta di milioni di pellegrini e turisti. La Basilica è circondata da altri insigni monumenti quali la statua del Gattamelata di Donatello, l'Oratorio di S. Giorgio capolavoro del Trecento, i Musei Antoniani e la Scuola del Santo. Non lontano dalla Basilica, alla fine di via Cesarotti, sorge il complesso monumentale di Loggia e Odeo Cornaro, splendidi esempi di architettura rinascimentale in Padova.